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Spesso non ci rendiamo
conto che esistono, in questa Italia troppo
attenta al calcio, una quantità di sport e
discipline minori.
Minori non certo per il
loro valore intrinseco, ma per l’attenzione
di pubblico e media. Sport e discipline
portate avanti con professionalità da chi fa
tutt’altro mestiere e dedica, con passione,
il suo tempo libero a ciò che ama.
Questi sono i motivi
che mi hanno portato a visitare i ragazzi
della nazionale di Qwan Ki Do,
disciplina cino vietnamita, che hanno appena
finito il 9° Campionato d’Europa in quel di
Vienna, con piazzamenti prestigiosi in ogni
specialità. Sono stato praticante di Karate,
ricordo ancora i valori che
contraddistinguevano il percorso marziale,
l’ambiente pulito e rispettoso, la ricerca
di una serenità e pace interiori il cui
mezzo era la pratica in ogni sua
sfaccettatura. Sono felice di aver ritrovato
qui, fra i ragazzi dell’Unione Italiana
Qwan Ki Do, gli stessi valori, la stessa
serenità, identica pulizia a livello di
rapporti e intenzioni, il saper vivere una
competizione di alto livello come un momento
di crescita personale, un momento che ha
unito questi atleti, anziché dividerli nella
sfrenata ricerca del successo.
In questa società che
sta perdendo la Via, nella più marziale
accezione del termine, c’è bisogno di
discipline come il Qwan Ki Do e soprattutto
di Maestri che sappiano creare un ambiente
dove il giovane cresca con sani principi,
lontano dall’agonismo sfrenato e da
interessi e motivazioni che non sono il
rispetto per gli altri e la crescita
personale.
Ringrazio la dirigenza
dell’Unione Italiana Qwan Ki Do e in
particolare il Maestro Roberto Vismara e
il Presidente Roberto Sambrotta, per la
splendida accoglienza, con l’augurio che
continuino sulla strada che da trent’anni
con costanza percorrono e che ha dato così
splendidi risultati.
Assessore Regionale
alla Protezione Civile
Prevenzione e Polizia
Locale
Stefano MAULLU |